Nel cuore della Liguria, arroccato tra distese d’ulivi che degradano dolcemente verso l’orizzonte marine, esiste un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, o meglio, aver trovato una nuova forma di bellezza. È Valloria, il cui nome latino Vallis Aurea – valle d’oro – rende omaggio al vero tesoro del territorio: l’olio extravergine da oliva taggiasca, che per secoli ha sostenuto la vita di questo borgo ligure.
Le origini di Valloria affondano le radici nella storia e in leggende quasi fiabesche. Si racconta infatti che il paese nacque dagli abitanti del vicino borgo di Castello, costretti a fuggire a causa di un’invasione di formiche rosse così feroci da spingersi a attaccare persino i bimbi nelle culle.

Come molti centri dell’entroterra ligure, nel secondo dopoguerra Valloria conobbe il doloroso fenomeno dello spopolamento, con le famiglie che lasciavano la campagna in cerca di fortuna in città. Ma da quel parziale abbandono nacque una virtù inaspettata: privo di speculazioni edilizie e colate di cemento, il paese ha conservato intatta la sua anima medievale, fatta di case basse in pietra, archi e stretti carruggi.
La vera svolta arrivò nell’estate del 1994, quando un gruppo di nostalgici valloresi decise di ridare vita al borgo con un’idea originale: trasformare le vecchie porte in legno delle abitazioni in tele per artisti provenienti da ogni dove. Da quella prima diciannovina di opere, Valloria si è trasformata oggi in un museo a cielo aperto con oltre 150 porte dipinte. Passeggiando tra i vicoli si incontrano stili e narrazioni differenti: scorci di mare e uliveti, mondi incantati, satira politica e frammenti di poesia. Ad accogliere i visitatori c’è il maestoso murales di Mario Carattoli, La raccolta delle olive, un sincero tributo all’identità contadina del luogo.
Le tappe imperdibili per chi visita Valloria: Il Museo delle Cose Dimenticate. Allestito nell’antico Oratorio di Santa Croce, custodisce la memoria materiale della comunità: vecchi attrezzi da lavoro, antichi telai e gli strumenti tradizionali usati per la frangitura dell’olio. Il panorama di San Giuseppe. Partendo dalle tre fontane della piazza e salendo fino alla Chiesa di San Giuseppe, si raggiunge uno dei punti panoramici più suggestivi del borgo. Nelle giornate più limpide, lo sguardo spazia oltre il mare blu fino a scorgere il profilo della Corsica.
