Uscio, la tempo-valle dove il tempo si fa arte e gusto

Nel cuore dell’entroterra ligure, a due passi dal mare ma immerso nella quiete antica della Val Fontanabuona, c’è un borgo dove il tempo non passa soltanto: si misura, si scolpisce e si assapora. Parlare di Uscio significa evocare una storia secolare fatta di fede, maestria artigiana e tradizioni autentiche. Un patrimonio vivo che ha trovato una vetrina d’eccezione nella sede della Regione Liguria con la presentazione dell’iniziativa “Tradizione e fede a Uscio”.

Il momento clou delle celebrazioni è fissato per domenica 20 settembre, in occasione della storica Festa patronale di Nostra Signora dell’Addolorata. Più di un semplice evento religioso, la ricorrenza rappresenta un punto d’incontro per l’intera comunità ed è stata ufficialmente inserita tra gli “Eventi Autentici Liguri 2026”, il programma regionale volto a valorizzare le eccellenze dei borghi. Alle 16:00, la Cappelletta di Nostra Signora Immacolata di via Bisagno accoglierà una nuova Gemma del “Museo diffuso dell’Orologio da Torre”: un antico e prezioso meccanismo firmato dalla storica ditta Williams di Uscio. Donato dalla famiglia Bacigalupo e sapientemente restaurato dall’artista Ennio Lagomarsino, l’orologio torna a battere il ritmo della memoria collettiva del paese. La tradizione dei grandi ingranaggi da campanile, resa celebre anche dalla dinastia Trebino, trasforma così il territorio in un museo a cielo aperto che culminerà presto nei confronti nazionali del “Festival della Valle del Tempo”. Ma ad Uscio la cultura passa immancabilmente anche dalla tavola. A coronare la festa ci penserà una dimostrazione dal vivo della preparazione dei “battolli”, la tipica pasta locale impastata con farina di grano e farina di castagne, servita rigorosamente con il Pesto Genovese DOP. Un connubio perfetto tra arte meccanica ed enogastronomia, capace di raccontare l’anima pura della Liguria a chiunque decida di risalire le sue colline.

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