Di Alberto Pezzini
Arriviamo avendo prenotato con un nome diverso, quello di mia moglie, non si sa mai.
Mi ricordavo di questo gioiellino in cima anzi tra le montagne, sotto una tettoia da cui si gode una vista magnifica mentre ti sembra di essere dentro il bosco.
Ci accoglie Claudio, con un sorriso che contagia. Il tavolo è per noi tre, e vicino a me ritrovo Salvatore, un vecchio amico di mio padre e mio.
Ordiniamo. Per me pasta alla lardiata, mia moglie bocconcini di coniglio e Niccolò panissa e tagliata.
Ora. Tutto ti aspetteresti – in questa valle che sa di Viaggio in Inghilterra tanto è verde e screziata – di trovarci uno chef di Pozzuoli che cucina da dio e sa far cantare ai suoi piatti una melodia infinita, struggente, deliziosa.
La lardiata – tipico piatto partenopeo – era poesia, poesia pura, canto di angeli. Mi ha completamente arricreato come avrebbe detto Montalbano.
Non ho baciato lo chef per pura creanza.
I bocconcini di Sonia, di coniglio, erano uno sfizio della pancia, dell’anima, del cuore e una specie di ghiottoneria per cui il piccolo quadrupede diventa sapido ma lieve, delicato ma intenso, tenero e commovente.
Così – relata refero da Niccolò – la sua tagliata arricchita da una salsa al caprino da centounmila urla di piacere.
I dolci fatti in casa e un limoncello – con lo zucchero di canna – che sembra di ascendere in cielo per una volta dimenticando quelle schifezze artificiali che ti propinano a destra e a manca (guardate il colore ambrato e poi saprete).
Reparto cortesia:10 e lode.
Sara è una signorile presenza che si fa strada tra i tavoli come si faceva una volta, con grazia e un sorriso.
E soprattutto mi(ci) ha svelato il segreto più recondito di tanta bravura.
Sara, roba seria eh? Le ho detto e Lei, di rimando, Ce provamo, ma sempre scherzando e divertendoci.
La passione,quella vera, talmente che non la puoi controllare perché viaggia da sola, il non prendersi sul serio e la gentilezza regalata come la lavanda con cui era speziato il mio crumble alla pesca, senza nulla volere in cambio, ecco questi sono gli ingredienti veri, veraci, quasi consustanziali del modo di fare di questi ristoratori della Valle Argentina.
Grazie Sara e Claudio,grazie Chef, grazie anche per il temporale magnifico che abbiamo potuto godere dal vostro belvedere.
Esiste davvero la bellezza e non si può comprare, l’ho sempre detto.
Alberto Pezzini
