Un’ampia ed eterogenea coalizione di comitati territoriali e associazioni ambientaliste della provincia di Savona e dell’Alta Langa ha inoltrato una lettera aperta (Prot. 109 ep) al Presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, e a tutti i sindaci del territorio. Al centro dello scontro politico e ambientale c’è l’applicazione del D.D.L. n. 88 — attuativo del D.Lgs. 199/2021 — destinato a individuare le superfici idonee e non idonee per gli impianti a fonti rinnovabili. La preoccupazione dei firmatari riguarda l’esplosione di progetti per la costruzione di mega-aerogeneratori industriali ad alta quota. Tra gli interventi contestati figurano i progetti Bric dei Mori, Bric dell’Eremita, Sassello Forte Lodrino, Bric Surite e vari cantieri previsti nel territorio di Pontinvrea. Le criticità sollevate investono tre pilastri fondamentali: sconvolgimento del paesaggio perché la posa di pale di grandi dimensioni sui crinali montani altererebbe in modo irreversibile l’impatto visivo e l’equilibrio della biodiversità locale; vulnerabilità idrogeologica perché gli imponenti sbancamenti, gli scavi in profondità e l’apertura di nuove arterie stradali per i mezzi pesanti minacciano versanti storicamente instabili; danno all’agroalimentare e al turismo perché l’industrializzazione dei crinali rischia di penalizzare le aziende agricole, olivicole e vitivinicole, insieme alla rete ricettiva legata al turismo sostenibile.
Richiamando le promesse dello stesso Governatore — che ha più volte dichiarato di voler evitare una transizione energetica «calata dall’alto» senza il consenso delle comunità locali — il Coordinamento chiede un blocco istituzionale immediato. Le richieste si articolano su punti precisi: parere negativo nelle VIA con il conseguente stop ai progetti eolici pendenti attraverso una presa di posizione ferma nelle sedi autorizzative competenti; rigore sui criteri di salvaguardia richiamando la massima rigidità nella tutela idrogeologica e paesaggistica per frenare eventuali speculazioni. “La transizione ecologica è una sfida fondamentale, ma non può realizzarsi distruggendo l’ambiente che si propone di salvare”, sottolineano i comitati, che rimangono in attesa di un riscontro formale e di un tavolo di confronto urgente con i vertici regionali.
