di Luigi Giordano. Dopo notti insonni passate a studiare le strategie di pianificazione urbana, i nostri amministratori del ribaltone si sono resi conto che forse era meglio il cubo che il parallelepipedo. quindi dietrofront, doppio lavoro. ma la sostanza non cambia, cambiano solo le dimensioni. Sì, perché all’ingresso di via Primo Maggio (e in altri fortunati punti del centro storico) non sono state posizionate delle semplici fioriere. No, sarebbe stato troppo banale. Sono comparsi due enormi, mastodontici pararellepipedi, stamattina diventati cubi che con la storia, i caruggi e l’anima del nostro paese c’entrano come il ketchup sulle trofie al pesto. Un capolavoro che fa gridare vendetta a qualsiasi passante dotato di retina funzionante.Chiariamo una cosa: l’intenzione, in teoria, era persino nobile. Bisognava limitare l’accesso ai soli residenti dotati di garage o posto auto. E poi, certo, c’è la sicurezza da rispettare, la piazza ospita manifestazioni, serve la sicurezza, servono le “barriere pesanti” che pesanti non sono più, contro i maleintenzionati. ma adesso le barriere antiintrusione non saranno più sicure. La domanda sorge spontanea: veramente l’unica alternativa alla sicurezza era questo scempio? Scegliere due cubi di metallo anziché un elegante dissuasore a scomparsa e un ulteriore semplice comodissimo pilomat in più non era meglio? e forse meno costoso? tutto dimostra una sola cosa: la totale assenza di una visione per il nostro centro storico. Non c’è idea di cosa sia, di cosa potrebbe e di cosa dovrebbe diventare un centro storico. La sicurezza è fondamentale, per carità. Ma farlo sacrificando il decoro urbano non è tutelare il paese: è semplicemente arrendersi al cattivo gusto. Signori del ribaltone, la prossima volta, prima di partorire certi obbrobri, chiedete consiglio almeno alla sindaca, donna di buon gusto, e di raffinato senso estetico. O forse non è stata informata?
A Ceriale l’estate finisce in uno scontro tra cubi e paralellepipedi, Luigi Giordano: “Ma era necessario?”
